A cura dell’Archivio Sughi


Serena Sughi | Archivio Sughi
Alberto Sughi & Dante. Una nota dell’Archivio Sughi in occasione della mostra allestita ad Arte32 nell’ambito del 700mo Anniversario Dantesco, 2021

D’altra parte leggere Dante ci pone spesso, come osserva con acutezza Eliot, il problema del divario tra gustare e capire. E forse proprio per essere cosi intersecato il rapporto tra forma e contenuto è uno degli aspetti precipui della grandezza di Dante.
Alberto Sughi (1)

Alberto Sughi nel 2003 in una conversazione con Sergio Zavoli (2) riferendosi alla Vita Nuova, racconta di aver affrontato la lettura dell’opera di Dante secondo gli strumenti del proprio lavoro, senza allontanarsi troppo dalla sua pittura. Una lettura che si avvale dell’arbitrio, come apprendiamo anche da suoi appunti autografi, che si affida fin dal principio all’immediato godimento estetico e che privilegia l’idea che la vita d’un opera d’arte stia in ragione diretta della sua contemporaneità a prescindere dal tempo in cui è stata creata. Lasciando alla critica letteraria le preoccupazioni filologiche, il compito di attenersi all’interpretazione storica, di non astrarre il testo dalle circostanze, dal particolare substrato culturale in cui è sorto, Sughi con la sua pittura non illustra, non commenta, piuttosto suggerisce una lettura che traduce in visione i significati evocativi dei testi. Sughi poi rivelerà, a un anno di distanza in una intervista rilasciata a Carlo Arturo Quintavalle, che in occasione delle illustrazioni della Vita Nuova [l’opera più enigmatica del Poeta,n.d.r.] ha molto dovuto leggere, non solo i testi, ma anche la critica da Sanguineti e tanti altri per capire. (3)
La particolarità di questa esperienza illustrativa/pittorica va considerata anche nel duplice aspetto di doversi misurare con Opere letterarie non privi dell’interferenza di un fitto immaginario dantesco; ma Sughi, sempre dialogando con Sergio Zavoli, controverte “forse sarebbe stato più difficile confrontarsi con personalità che occupano spazi più in ombra rispetto a quelli che noi riserviamo ai sommi. Questi grandi ci hanno lasciato un’eredità che, magari per strade diverse e anche attraverso interpretazioni non sempre concordanti, ha segnato la nostra formazione culturale”. (4)
Questa riflessione dunque all’origine di un ciclo di sette dipinti, lo stesso numero di quelli ispirati alla Vita Nuova, che ha voluto intitolare Dante fra di noi. Sughi ci suggerisce che le opere realizzate per la Vita Nuova possono circolare autonome, anche al di fuori del loro stretto riferimento letterario e in più di un’occasione torna a sottolineare l’arbitrarietà della sua lettura. “Lettura veramente centrata nella sua decodifica”, così il prof Aversano, che nel suo saggio parlando di Sughi aggiunge : ”Egli accosta l’Alighieri con ogni scrupolo, ne ama i ritmi e i vocaboli e desidera coglierne il significato, ma quando “si perde” lo dichiara, e non perciò ripiega sulle posizioni più comode della ritentiva; né vedo che ai bilanci del proprio accompagnarsi con il poeta egli deliberi mai un esito arbitrario della lettura: nonostante le apparenze. (5)
Una lettura più classica affiora nelle dieci tavole realizzate per la La Divina Commedia, nel 2004, espressa dentro una bellezza formale che implica sintesi di confronti e dialoghi con i testi e ancor più fittamente con la storia della pittura da Michelangelo, a Raffaello, a Wlilliam Blake, da Delacroix a Salvator Dalí.



1 Alberto Sughi “La mia interpretazione figurale della Vita Nuova”, in C. Gizzi, Alberto Sughi e Dante, pp. 65-66, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, novembre 2002, Catalogo della mostra alla “Casa di Dante in Abruzzo-Castello Gizzi” Torre de Passeri 23 novembre-31 dicembre 2002
2 “Alcuni pensieri sull’illustrazione: una conversazione tra Alberto Sughi e Sergio Zavoli”, in Alberto Sughi La Vita Nuova di Dante, a cura di A. Masi, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2003,p29 (Catalogo della mostra itinerante Alberto Sughi, La Vita Nuova di Dante, Palazzo Firenze, Roma 30 maggio-30 giugno 2003, Biblioteca Malatestiana, Cesena 21 novembre 2003-7 gennaio 2004, Biblioteca Classense Ravenna dall’11 al 30 settembre)
3 Arturo Carlo Quintavalle, Gloria Bianchino, “Interviste ad Alberto Sughi”, in Id., Alberto Sughi, Skira, Milano 2005,p.70 ( catalogo della mostra Alberto Sughi, Parma – Salone delle Scuderie in Pilotta,21 dicembre 2005-220 gennaio 2006)
4 “Alcuni pensieri sull’illustrazione: una conversazione tra Alberto Sughi e Sergio Zavoli”, cit.,p.31
5 Mario Aversano, ”La Vita nova come prologo alla Commedia”, in Alberto Sughi, La Vita Nuova di Dante, cit., p.19

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